Le Marche


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Le Marche, grazie alla felice posizione , hanno saputo porsi come punto d’incontro di civiltà e culture diverse. Abitato fin dal Paleolitico Inferiore, il territorio viene in seguito occupato dal popolo italico dei Piceni, il cui simbolo, il picchio, è oggi utilizzato come logo della regione. La successiva presenza romana determina la nascita di numerosi municipia e la costruzione di importanti strade
In seguito all' occupazione barbarica è nata poi la creazione delle prime marche di Fermo e di Camerino.  Interessante ful’età dei Comuni, con la promulgazione degli Statuti di Ancona, Pesaro, Macerata, Fano, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno.
Nel XIII secolo si diffondono gli ordini monastici, nel Quattrocento nascono le Signorie, tra cui Montefeltro e  Della Rovere nel Ducato di Urbino e dei Da Varano a Camerino. Nel Seicento si realizza l’unità dello Stato Pontificio, mentre il Settecento vede sorge la città urbana, centro economico e di potere.
Il passaggio di Napoleone segna l’inizio dell’epoca moderna, si ricorda il suo passaggio anche a Tolentino dove nel 1815 si svolse la battaglia con Gioacchino Murat. il Risorgimento (battaglia di Castelfidardo) e il conseguente processo di unificazione nazionale.segnano l' ottocento marchigiano. 
Le  radici ideali  rendono particolarmente intensa la Resistenzae le Marche potranno fornire un apporto originale anche alla successiva fase  della nuova Repubblica.


Date da ricordare:

VII- VI sec. A. C. Civiltà picena dal Foglia al Pescara
IV secolo A.C- i Dori siracusani fondano Ankon ( Ancona) che significa gomito , vibile nel suo porto naturale. Una delle poche città al mondo dove il sole sorge e tramonta sul mare.
I Galli Senoni occupano le Marche da nord fino all’Esino.
207 a C. Battaglia del Metauro- I Romani sconfiggono i Cartaginesi e muore Asdrubale, fratello di Annibale.
568 d.C Invasione dei Longobardi
969 costituzione della Marca Camerinese, della Marca Anconetana e della Marca Firmana
1000 Nascita dei primi Comuni
1167 Assedio di Ancona  da parte di  Federico Barbarossa
Dal 1200 decadenza dei Comuni e avvento delle Signorie. Inizia il potere delle tante casate e dinastie che hanno avuto un ruolo importante nella storia marchigiana: dai Malatesta agli Sforza, ai Della Rovere, dai Montefeltro ai Da Varano.
1354 il cardinale Egidio Albornoz restaura l’autorità papale
1516 Urbino entra a far parte del dominio della Chiesa
1631 Le Marche passano sotto lo Stato pontificio
1797 Napoleone impone al papa il Trattato di Tolentino – Ancona libera Repubblica
1807 le Marche entrano nel Regno d’Italia 
1815 battaglia di Tolentino
dal 1817 al 1849 moti insurrezionali
1860 Battaglia di Castelfidardo. Vittoria delle truppe piemontesi su quelle pontificie . Le Marche entrano nell’Italia unita.




Sono nati nelle Marche : Federico II di Svevia, Cecco d’Ascoli, Giacomo Leopardi, Raffaello Sanzio, Federico da Montefeltro, Donato Bramante, Gioachino Rossini, Gaspare Spontini, Maria Montessori, Matteo Ricci, Papa Sisto V, Papa Pio IX, San Nicola da Tolentino, S. Maria Goretti, Osvaldo Licini, Corrado Cagli, Orfeo Tamburi, Pericle Fazzini, Gino Bonichi (Scipione ) Valeria Moriconi, Massimo Girotti.



Nozioni geografiche
La regione Marche confina a nord con l’Emilia Romagna e la Repubblica di San Marino, a sud con Abruzzo e Lazio, a est con il Mare Adriatico e ad Ovest con Umbria e Toscana.

Superficie: 9.694,51 Kmq

Abitanti : 1.469.195

Densità: 152 abitanti per Kmq

Comuni: 246

Capoluogo di regione: Ancona

Gli altri capoluoghi: Pesaro-Urbino, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno



Mare e campagna, monti e colline che scendono verso la costa. Nelle Marche si trovano molteplici paesaggi che lasciano d’incanto, tanto che  scrittori e poeti, a cominciare da Dante e passando per Leopardi e Carducci, vi si sono ispirati. 180 chilometri di costa sabbiosa e quindi di spiagge, con l’unica emergenza a picco sul mare di tutto il litorale adriatico da Trieste al Gargano, che è il Monte Conero ( 572 m) nei pressi di Ancona . All' interno si possono raggiungere vette ammalianti per tutti gli amanti della montagna: il Monte Vettore con i suoi 2478 metri è la cima più alta dell’Appennino  marhigiano nella catena dei Sibillini, unico parco nazionale nelle Marche. Ma nel pesarese troviamo Sasso Simone e Simoncello e scendendo Il Monte Catria e poi la catena del San Vicino
I 14 corsi d’acqua tutti paralleli bagnano  il territorio, nella loro corsa trasversale: dal Marecchia che divide le Marche e l’Emilia Romagna al Tronto nel sud della regione che segna il confine con l’Abruzzo.


TERRITORIO  E DENSITA' DI POPOLAZIONE

246 Comuni

9.694,51 Kmq di Superficie

1.469.195 Residenti

152 abitanti per Kmq



LE CURIOSITA’ 



Moltissime  le rievocazioni storiche che si svolgono nei centri di antiche città marchigiane (tra cui la famosa Quintana ad Ascoli Piceno) e le spettacolari feste legate a ricorrenze religiose o al Carnevale; le importanti manifestazioni estive di risonanza internazionale, come la Stagione Lirica allo Sferisterio di Macerata e il Rossini Opera Festival di Pesaro.

Due bellissimi parchi nazionali (Monti Sibillini e Gran Sasso e Monti della Laga), quattro parchi regionali (Monte Conero, Sasso Simone e Simoncello, Monte San Bartolo, Gola della Rossa e di Frasassi) cinque riserve naturali (Abbadia di Fiastra, Montagna di Torricchio, Ripa Bianca, Gola del Furlo e Sibilla).

Le suggestive Grotte di Frasassi, uno dei complessi carsici più interessanti e noti d’Italia, con i piccoli laghi, le stalattiti intarsiate e le gigantesche stalagmiti.

Molte le terme e centri di benessere termeli:cure idropiniche, fangoterapie, aerosolterapie, inalazioni, ecc. sono a disposizione nei dieci stabilimenti termali di Macerata Feltria, Carignano, Monte Grimano, Petriano, Genga, Aspio Terme, Tolentino, Sarnano, Acquasanta Terme, Torre di Palme.

Da gustare: accompagnati dagli ottimi 13 vini doc, lo stoccafisso all’anconitana, i vincisgrassi, le olive ascolane, il brodetto, i maccheroncini di Campofilone, il ciauscolo, il formaggio di fossa di Talamello, il tartufo pregiato di Acqualagna, Sant’Angelo in Vado e Sant’Agata Feltria, i funghi, il pecorino, la casciotta di Urbino, il prosciutto di Carpegna, il salame di Fabriano, il miele, l’olio extra vergine, i cavolfiori, l’agnello, i prodotti biologici, la vernaccia di Serrapetrona, la crescia con le noci,ecc.

Molti sono gli oggetti di artigianato artistico tra cui ceramiche, rame, terrecotte, maioliche, merletti a tombolo, tappeti rustici tessuti a mano, pipe in legno, cappelli, ferri battuti, cuoi, pellami, strumenti musicali, giocattoli, calzature, mobili, oreficeria, carta, travertino, marmi, pietre, vimini, prodotti in giunco, paglia, bambù… 

Mores antichi  la Sibilla e il Guerrin Meschino, il Lago di Pilato, la Santa Casa di Loreto



turismo

Moltissime le strutture ricettive per tutte le esigenze, dagli alberghi (932 con 58.302 posti letto), ai campeggi e villaggi turistici (107 con una capacità ricettiva di 55.724 posti letto), alle country house ed alloggi agrituristici (526 con 3.638 posti letto) dove si può tranquillamente soggiornare o fermarsi per acquistare prodotti agricoli e gustare i piatti tipici della cucina marchigiana, fino alla formula del Bed & Breakfast (544 con 2.470 posti letto)., quest' ultima ha avuto uno sviluppo molto prosperoso negli ultimi anni.

Più di 100 strutture adeguate ed attrezzate (tra centri congressuali ed alberghi), in grado di ospitare ogni tipo di meeting, convention, incontri di lavoro, di studio o seminari.





ITINERARI CONSIGLIATI
La nostra regione Marche è in grado di offrire un turismo balneare vivace rivolto anche alla conoscenza dell’entroterra, data la vicinanza tra i due scenari naturalistici 
Montefeltro magico,San Leo, Sant’Agata Feltria, Pennabilli, Carpegna, Frontino, Piandimeleto, Sassocorvaro, Macerata Feltria, Pietrarubbia, Monte Cerignone, Monte Grimano.

Centri di notevole interesse storico artistico in un contesto naturale di grande suggestione
Da non perdere: i Castelli di San Leo, Sant’Agata Feltria, Piandimeleto, Sassocorvaro...



Il duca di Montefeltro

Gabicce Mare, Gradara, Pesaro, Urbino, Fermignano, Urbania, Sant’Angelo in Vado, Mercatello sul Metauro, Borgo Pace.

Rocche e castelli in un territorio segnato dal genio di Federico da Montefeltro.

Da non perdere: il Castello di Gradara, il Palazzo Ducale di Urbino...


Alla scoperta di ruderi  romani ed antichi eremi solitari:
Fano, Fossombrone, Acqualagna, Piobbico, Apecchio, Cagli, Cantiano, Frontone, Serra Sant’Abbondio, Pergola, San Lorenzo in Campo, Mondavio, Orciano di Pesaro.

Un percorso tra arte e fede in un paesaggio di grande bellezza. 

Ricordiamo anche il Castello dei Brancaleoni a Piobbico, il Torrione di Cagli, il castello di Frontone, l’Eremo di Fonte Avellana, la Rocca di Mondavio, senigallia, Ostra, Morro d’Alba, Montecarotto, Serra de’ Conti, Arcevia, Sassoferrato, Barbara, Castelleone di Suasa, Ostra Vetere, Corinaldo, Ripe. : la Rocca di Senigallia,i parchi archeologici di Suasa e Sentinum, le mura di cinta di Corinaldo
le Grotte di Frasassi Fabriano, Genga, Serra San Quirico, Cupramontana, Staffolo, Maiolati Spontini, Jesi, Monsano, Monte San Vito, Chiaravalle, Falconara Marittima. Nella terra di produzione di pregiati vini doc, alla scoperta della natura e dell’arte. l’antico centro storico di Fabriano, la Chiesa di San Vittore e le Grotte di Frasassi a Genga, Palazzo Pianetti con i capolavori del Lotto a Jesi…  Offagna, Polverigi, Osimo, Castelfidardo, Loreto, Numana, Sirolo, Camerano. 

Si possono ammirare resti del romanico ad Ancona, la Rocca di Offagna, la Basilica di Loreto, l’incantevole baia di Portonovo…



Note come Terre armoniose sono :Apiro, Cingoli, Treia, Pollenza, San Severino Marche, Serrapetrona, Belforte del Chienti, Caldarola, Sarnano, Monte San Martino, San Ginesio, Urbisaglia.
Ancora piccoli centri urbani offrono deliziose opere d' arte ricche di storia: il Castello Pallotta a Caldarola, l’antico centro storico di Sarnano, i polittici di Monte San Martino, la Rocca di Urbisaglia…


Il poeta Giacomo Leopardi
Porto Recanati, Recanati, Montefano, Montecassiano, Macerata, Mogliano, Corridonia, Monte San Giusto, Civitanova Marche, Potenza Picena.

Per un rasserenante “naufragare” sulle ali della memoria.
Da non perdere: San Claudio al Chienti a Corridonia Scalo, Santa Maria a piè di Chienti a Montecosaro Scalo, la Crocifissione del Lotto a Monte San Giusto, Villa Buonaccorsi a Potenza Picena…



Lo splendore dei monti marchigiani :Visso, Pievetorina, Pievebovigliana, Fiastra, Acquacanina, Bolognola, Camerino, Castelraimondo, Pioraco, Matelica. , il lago di Fiastra, il Palazzo Ducale di Camerino… I borghi :Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare, Fermo, Massa Fermana, Montappone, Falerone, Montegiorgio, Montottone, Monte Rinaldo, Montalto delle Marche, Carassai, , Montefiore dell’Aso, Moresco, Monterubbiano, Campofilone, Porto San Giorgio. 
numerosi  i monumenti di Fermo, il teatro romano di Falerone, il Santuario ellenistico di Monte Rinaldo, il centro fortificato di Moresco, il balcone sul mare a Torre di Palme…La civiltà contadina e il restauro dei casali marchigiani. 
Siamo specializzati nel valorizzare , attraverso i nostri lavori, gli scenari suggestivo delle colline marchigiane.
Negli anni passati numerosi poderi sparsi sulle nostre colline ospitavano più di un nucleo famigliare; vivevano sotto lo stesso tetto, bisnonni, nonni, genitori, figli, nipoti .Si conduceva una vita semplice, genuina dove l’agricoltura, il bestiame e la vigna erano le principali fonti di sostentamento per la famiglia. Uno stile di vita sano fatto di cose semplici e genuine. Ancor oggi sono rimasti negli occhi degli anziani  i campi di grano che riecheggiano delle grida festose, degli antichi canti popolari, del chiacchiericcio dei contadini che, cappello a larghe falde in testa, falce in mano, mietevano il grano sotto il sole cocente . E gli enormi stanzoni raccontano invece di  serate allegre nei periodi invernali davanti a grandi camini dove ardevano grossi ceppi.

Le loro case si presentavano anch’esse semplici ma accoglienti. Al piano terra, nel versante esposto a sud la stalla alloggiava il bestiame, mentre in quello a nord veniva collocata la cantina, un luogo fresco con murature di grande spessore per garantire al vino una temperatura fresca e costante.I piani superiori servivano per il soggiorno e il pernottamento.Le costruzioni erano tutte fatte con materiali naturali locali, mattoni e pietre all’esterno, copertura di coppi sul tetto, mentre all’interno venivano usate grosse travi di quercia che sorreggevano i travicelli dove venivano collocate lunghe file di mattoni per la realizzazione del pavimento e lunghe file di pianelle per creare il soffitto. I mattoni erano fatti a mano, un laterizio allora molto diffuso grazie alla presenza di numerose fornaci locali. Oggi però questo tipo di manufatto non viene più prodotto, le vecchie fornaci sono ormai cadute in disuso, ed è quindi diventato preziosissimo e molto ricercato da coloro che sono amanti del rustico e vogliono rivivere le emozioni dei vecchi tempi.
Anche noi di LivingMarche ci stiamo adoperando affinché l’atmosfera di quei tempi non rimanga solo un semplice ricordo ma diventi concretezza e nuova realtà tutta da vivere.
La nostra tecnica di restauro si basa prevalentemente sull’uso di materiali naturali, e sul rispetto delle soluzioni architettoniche della tradizione marchigiana, arricchite però da tutti quegli accorgimenti tecnici necessari al rispetto della normativa antisismica, particolarmente severa nel nostro territorio. La vecchia stalla viene trasformata in taverna, i vecchi archi e muri di mattoni o pietra ristrutturati mediante l’uso del cocciopesto, un materiale ricavato dalla frantumazione di mattoni pieni, coppi e tegole, o di malte colorate composte da una miscela di sabbie calcaree pure e terre naturali in polvere che conferiscono alla muratura le tonalità calde e naturali della terra. Le vecchie travi di quercia, qualora in buono stato vengono riutilizzate al piano terra e dove queste risultano insufficienti vengono sostituite con travi di altro legno pregiato.
Le finiture esterne, laddove erano stati fatti dei tinteggi, sono eseguite mediante l’uso di calci grasse di fossa, materiali naturali per ridare alla costruzione quei toni caldi e naturali del passato, ma garantire all’edificio quelle condizioni di salubrità compromesse dall’impiego dei prodotti moderni. Nell’operazione di restauro e di conservazione non vanno escluse ma vanno preservate e riportate al loro splendore originale, quelle piccole costruzioni in muratura o in pietra già esistenti quali, mangiatoie, camini, lavatoi, fornelli oppure in legno come scale,  ecc. Si commetterebbe un vero sacrilegio se venissero demolite o tolte.Una simile operazione suonerebbe come una sorta di ripudio nei confronti di
coloro che hanno vissuto prima di noi in questi ambienti. La costruzione, in ogni caso, perderebbe quei sapori antichi improntati su uno stile di vita semplice, fatta di poche cose ma di gusto.

 

 

 

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